Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari

All’inizio del 1200 nasce in Umbria un movimento religioso destinato a segnare non solo la storia dell’Italia, ma anche la cultura e l’arte di molti popoli fino ad oggi. Francesco d’Assisi sceglie di vivere secondo il vangelo in semplicità e povertà e schiere innumerevoli di uomini e donne si uniscono a lui. Presto i “Frati Minori” (così si chiamarono i seguaci del Poverello di Assisi) si spargono per l’Italia e per tutta l’Europa, desiderosi di portare a tutti il loro messaggio di “pace e bene”. Verso il 1225 i primi frati francescani giunsero a Venezia dove, alcuni anni dopo, nel 1231, ricevettero dal doge Jacopo Tiepolo “un certo terreno vacuo dietro S. Stino, nel qual loco edificarono de elemosine una Chiesa e Monasterio a honor di S. Maria dei Frati Minori” (Sivos). Il popolo la chiamò subito “S. Maria dei Frari” o più semplicemente Chiesa dei Frati (il termine “Frari” è probabilmente una deformazione dialettale della parola frati). Il 28 aprile 1250 si pose la prima pietra di una seconda chiesa più spaziosa e forse disegnata da Nicolò Pisano.

Verso il 1330 i frati iniziarono ad edificare l’odierna basilica, uno dei monumenti più insigni di Venezia per capolavori d’arte e memorie storiche. La nuova costruzione prese avvio dalle absidi per poter continuare ad usufruire della chiesa precedente. I lavori procedettero a rilento per mancanza di fondi, tanto da essere completati solo verso il 1440. Frattanto, nel 1420 gli eredi di Federico Corner avevano aggiunto, accanto alle cappelle absidali di sinistra, la cappella di S. Marco. Nel 1432, il vescovo di Vicenza, Pietro Emiliani, fece  erigere la cappella di S. Pietro. Nel 1468 fu costruito il coro ligneo, cinto nel 1475 da un septo marmoreo.

Nel 1469, il 13 febbraio, venne consacrato l’Altare Maggiore alla presenza dell’Imperatore Federico III. Finalmente il 27 maggio 1492 la chiesa venne consacrata dal vescovo conventuale Pietro Pollegani da Trani, e dedicata alla Vergine Assunta in cielo: S. Maria Gloriosa. Di secolo in secolo fu arricchita ed abbellita di monumenti, di sculture, di pitture. Logorata dal tempo, fu riportata all’antico splendore con radicali ed opportuni restauri tra il 1902 e il 1912.

La Basilica, a croce latina, è un esempio classico di stile gotico, detto “mite” o francescano, perché evitando lo sfarzo di guglie, pinnacoli e archi rampanti, sottolinea l’armonia, la bellezza e la semplicità delle linee. Il caldo colore delle parti in cotto, appena macchiate all’esterno da qualche linea in bianco di pietra d’Istria, ne aumenta la semplicità e la suggestività. Il campanile, costruito tra il 1361 e 1396, è in stile romanico-bizantino e si innalza per 70 metri. La lunghezza esterna della basilica è di m. 102, la larghezza di m. 32, la lunghezza del transetto m. 48, la larghezza m. 16; l’altezza sia del transetto che della navata centrale m. 28.