Chiesa di Santa Maria dei Miracoli

Nel 1408 Francesco Amadi commissionò a Zanino di Pietro una Madonna con Bambino, che Angelo Amadi successivamente collocò all’esterno della propria abitazione. Ben prestò un’intensa devozione popolare si sviluppò per l’immagine ritenuta miracolosa e il Senato della Serenissima obbligò gli Amadi a dare un’adeguata sistemazione alla piccola, ma miracolosa, pala. Vi fu un concorso popolare, come mai prima si vide, per raccogliere i fondi necessari alla costruzione di una cappella dedicata alla Madonna dei Miracoli. Questa chiesa rappresenta uno dei primi e più completi esempi di arte rinascimentale veneziana e assume rilievo tanto maggiore dal punto di vista storico se si pensa che era ancora viva in città la tradizione gotica. L’opera di costruzione della chiesa, e del convento (un tempo unito da un passaggio esterno) in cui avrebbero abitato delle monache francescane di clausura, iniziò nel 1480 e la realizzazione del progetto fu affidata a Pietro Lombardo, che fu coadiuvato dall’opera dei figli e della sua bottega. Il lavoro fu completato nel 1489 e nello stesso anno, la notte del 31 dicembre, venne portata l’immagine miracolosa nella chiesa e iniziato il culto. Colpisce della chiesa dei Miracoli la splendida unità interna ed esterna, caratterizzata dalla policromia dei marmi parietali, che fanno di questa chiesa un’opera unica e rara nel panorama architettonico e artistico veneziano.

La facciata, con l’originale fronte semicircolare ornata di rosoni, realizzata a due ordini di porticati scolpiti nel marmo, e la copertura cilindrica, racchiudono perfettamente il volume della chiesa. Il geometrismo nella sottolineatura degli spazi, attraverso paraste, lastre di diverso colore e cornici, rimanda a uno stile rinascimentale fiorentino, ma il cromatismo della decorazione risponde nettamente a un gusto veneziano, risolvendosi di fatto nella superficie.