Chiesa di Santa Maria del Giglio

La chiesa di Santa Maria del Giglio vanta origini molto antiche, che si fanno risalire a prima dei secoli X e XII, epoche per le quali si ha notizia certa di ricostruzioni avvenute in seguito a gravi incendi. Originariamente ad impianto basilicale bizantino a tre navate, l’edificio subì nel corso dei secoli numerosi rimaneggiamenti, fino ad essere totalmente riedificato nel 1680 con l’attuale struttura ad aula e copertura piana, cappelle laterali e presbiterio poco profondi. Particolarmente significativa è la facciata della chiesa, realizzata in seguito al lascito testamentario del “capitano da mar” Antonio Barbaro che, morto nel 1679 dopo un’insigne carriera militare e politica, la volle trasformare in un vero e proprio monumento funebre alle glorie proprie e della famiglia. E’ sua l’immagine scolpita su sarcofago inquadrata da un drappo marmoreo visibile tra le colonne binate del secondo ordine della facciata, mentre in basso si trovano, entro nicchie, le statue dei fratelli circondate da specchiature con scene di battaglie e piante di città che fanno riferimento ai successi militari di Antonio. Tutt’intorno le sculture di figure allegoriche. All’interno della chiesa, insieme a due importanti tele di mano di Jacopo Tintoretto, è custodita un’opera di grande valore, l’unico dipinto di Peter Paul Rubens conservato a Venezia, una splendida Madonna col Bambino e san Giovannino.