Chiesa di Santa Maria del Rosario (i Gesuati)

Alle Zattere, in contrada sant’Agnese, si stabilirono nel 1397 alcuni religiosi laici per costituirvi la Compagnia dei Poveri Gesuati e costruire una piccola chiesa dedicata alla Visitazione di Maria. In seguito al Concilio di Trento, l’Ordine perse di significato e nel 1668 fu soppresso. Subentrarono i Domenicani che ben presto si accorsero che la piccola chiesa dei Gesuati era insufficiente ad accogliere i pellegrini e i fedeli. Ne venne quindi edificata una nuova dedicata a Santa Maria del Rosario, senza sacrificare la piccola chiesetta della Visitazione - ancor oggi visibile - che sorgeva lì accanto. La nuova chiesa, detta ugualmente dei Gesuati, sorse grazie al contributo, imperniato sul tema del Rosario, di tre grandi artisti veneziani del Settecento: l’architetto Giorgio Massari, lo scultore Giovanni Maria Morlaiter ed il pittore Giambattista Tiepolo che portò a compimento, negli splendidi affreschi del soffitto, il piano iconografico dettato dai Domenicani. Il risultato, come si può ben vedere, fu di grande coerenza artistica e spirituale. Progettando la chiesa il Massari si trovò ad affrontare, seppur virtualmente, un grande avversario: Andrea Palladio. Proprio di fronte alla chiesa dei Gesuati si trovano, infatti, San Giorgio Maggiore, le Zitelle e il Redentore, tutte opere insigni dell’architetto cinquecentesco, al cui lavoro il Massari dovette dunque ispirarsi creando una chiesa che con le grandi semicolonne corinzie, che scandiscono la facciata, ed il timpano triangolare, che ne corona la sommità, fosse la continuazione scenografica dell’opera palladiana.