Chiesa di Santa Maria Formosa

La fondazione della chiesa di Santa Maria Formosa si fa risalire addirittura al VII secolo, quando, secondo la tradizione, la Vergine in forma di bellissima matrona (da cui l’attributo “formosa”) sarebbe apparsa in sogno a san Magno, vescovo di Oderzo, ordinandogli di erigere un tempio a lei dedicato là dove avesse visto formarsi una nuvola bianca. L’edificio subì naturalmente numerosi restauri nelle epoche successive, soprattutto nel IX e nel XII secolo, fino ad assumere un impianto bizantino a croce greca e cupola centrale, ancora leggibile nonostante il totale rifacimento della chiesa avvenuto in epoca rinascimentale. L’attuale struttura risale infatti alla fine del XV secolo ed è opera dell’architetto bergamasco Mauro Codussi, che ne fece il capolavoro della sua maturità, organizzando lo spazio interno secondo calcolati rapporti geometrici che conferiscono all’edificio una severa ed equilibrata armonia. Il forte senso di equilibrio dell’insieme è accentuato dal bianco delle superfici intaccato solo, brunelleschianamente, dal grigio della pietra delle profilature. Alla morte del Codussi restavano ancora incompiute le facciate esterne, le quali vennero entrambe finanziate tra XVI e XVII secolo dalla famiglia Cappello, che ne fece due monumenti funebri di celebrazione dei membri più importanti del casato. L’interno ospita importanti capolavori di Bartolomeo Vivarini e Palma il Vecchio.